non dimenticate con l’intervento per la CCSVI si può anche peggiorare

Non so da dove cominciare questo post,
vuoi perché le cose da dire sono davvero tantissime e vuoi perché l’argomento è talmente delicato da costringermi ad essere ancora più attento.

Ho visto l’intervento di Nicoletta Mantovani sul blog di Grillo e lo contesto per le cose che nasconde ai malati. La sostanza signori è che dopo l’intervento chiamato ‘liberazione’ per il malato di sclerosi multipla si preparano tre scenari.

1) si sta divinamente (è quello che vi auguro) e di questo di testimonianze ne trovate quante ne volete e la stessa Mantovani appartiene a questa categoria.

2) non ti cambia assolutamente nulla ne subito dopo ne a distanza di mesi

3) hai una serie di ricadute più fitte e sempre più devastanti proprio dovute all’intervento in se.

Nell’intervento della Mantovani (o meglio ‘negli interventi’ visto che sono settimane che passa da una trasmissione all’altra) della terza opportunità non se ne fa alcun accenno. Io vi lascio solo qualche collegamento per rendervi conto che è una evenienza possibile:

http://www.sclerosi.org/forum/viewtopic.php?t=31383 : in questa pagine trovate una delle tante testimonianze che passano stranamente in secondo piano in tutti i siti che parlano di CCSVI. Stranamente.. come se fare un intervento, pubblicizzato come risolutivo e che ti fa sentire ‘guarito dai sintomi della malattia’, che da l’effetto opposto fosse un crimine… nascosti e buttati come la polvere sotto il tappeto..

Risposte alle domande del pubblico di Zamboni questo video la risposta di Zamboni al minuto 29 è chiarissima. Ovvero: “ci sono persone che la pta non possono farla!”

Mi chiedo per quale motivo nascondere queste cose. Perché non dirle? Sei il presidente onorario di una associazione ti rendi conto che non puoi nascondere informazioni così? In questo modo vai a fare l’operazione e l’unica cosa che hai in testa è che male che vada non ti cambia niente!! NON E’ VERO!?!?!?!?

Male che vada passi da una ricaduta all’anno a una ogni due mesi!!! Lo capisci?
Adesso sei di fronte a un bivio e non mi sento di dirti  quale strada percorrere ma ti do solo tutte le indicazioni possibili. Ora alla luce di tutto questo ti chiedo:

HA SENSO SPENDERE 5.000 EURO PER UN INTERVENTO DOVE NON SOLO PUO’ NON CAMBIARTI NIENTE MA PUOI ANCHE PEGGIORARE?

Trova tu la risposta per favore. Se proprio vuoi fare un intervento allora vai nel tuo ospedale e rompi letteralmente i coglioni al chirurgo vascolare finché non ti risponde di sì… ma rompiglieli… pianta la tenda fuori dal suo studio!! Ma mi raccomando per capire se sei nella condizione di poter fare l’intervento oppure no occorrono altre sperimentazioni quindi è tutto in mano tua. Ma adesso sai tutto quello che ti serve per scegliere in autonomia.

Servono anni di studi… sicuramente il comportamento della neurologia deve cambiare.. la strada è quella giusta ci vuole solo il tempo necessario per percorrerla.

So che leggere queste parole potranno sembrarvi strane.. soprattutto se siete a favore della ricerca sulla CCSVI. Ma allora io vi chiedo di rileggerle. Per favore. Il fatto che sono convinto che sia la più grande scoperta fatta negli ultimi 50 anni su questa malattia non ci piove! Zamboni ha scoperto davvero una delle cause della SM secondo me e il nobel tra una ventina d’anni non glielo toglie nessuno. Solo che adesso si conosce ancora troppo poco della nuova malattia e una delle cose da scoprire è proprio come fare una serie di esami e arrivare alla conclusione semplice sulla possibilità o meno di sostenere l’intervento. Ne va della vita delle persone che vi stanno a cuore se non della vostra e del proseguo della ricerca stessa. Poi se si fanno sperimentazioni assurde come COSMO fatta da personale che non sa fare il doppler venoso e aiutata da medici che non fanno il doppler venoso extra-cranico (e se lo fanno lo fanno intracranico) è normale che siano assurde e che siano servite al solo scopo di allungarne i tempi. Se conoscete qualcuno che è andato a fare quello studio dategli l’elenco degli ospedali che fanno il doppler via SSN e ditegli di provare lì almeno hanno una risposta che a prescindere dall’esito sarà registrata su un CD-ROM. Provate a dire queste cose a chi vi chiede consiglio. Dategli tutte le informazioni che li aiutino a scegliere se sostenere l’intervento e poi vada come vada ma almeno non siete diventati l’AISM di voi stessi.

ps. In fondo è un intervento sperimentale no? Allora sono quei medici che devono dare a te 5000 euro e non il contrario!!

Questa voce è stata pubblicata in Malattia. Contrassegna il permalink.

4 risposte a non dimenticate con l’intervento per la CCSVI si può anche peggiorare

  1. bet scrive:

    Più chiaro di così…

  2. roberta scrive:

    salve! io sono convinta che l’intervento sia una soluzione al problema di vari sintomi della s.m. come ad esempio la stanchezza, ma non la soluzione di tutti i sintomi . E inoltre l’intervento va fatto ad uno stadio di malattia non troppo avanzato. A parer mio la s.m. è sicuramente legata ad un problema di circolo, di ristagno del sangue e del ferro che si deposita nel cervello, il ritorno del sangue dal cervello al cuore non avviene nel modo giusto, quindi si formano le cosiddette “placche”, a questo punto perchè non fare un controllo ecografico per vedere se c’è un’ostruzione delle vene? se l’esame è positivo l’intervento va eseguito il prima possibile, quando lo stadio della malattia non è troppo avanzato. Si bloccano i sintomi della malattia. Non si guarisce, ok, ma almeno la stanchezza, il sonno e qualche altro sintomo dovrebbero SPARIRE…. e vi sembra poco?? questo è quello che penso IO, poi ognuno è libero di fare e pensare quello che gli pare… noi malati di sclerosi multipla siamo stanchi di non poterci affidare a qualcuno x risolvere i nostri problemi , perchè pultroppo sia x i farmaci che x l’intervento, sappiamo tutti che dietro c’è un GRANDE INTERESSE DI denaro , soldi, euro, chiamateli come volete… ma è tutto li!!! ecco perchè non trovano una soluzione

  3. elnaza scrive:

    mi spiace ma non sono d’accordo. serve un esame che dica senza alcun dubbio se puoi fare o no l’intervento. Mi creda, passare da una ricaduta all’anno a tre al mese non è una cosa piacevole. Magari col tempo si arriva a capire che ci sono altre terapie da fare e, una volta fatte, l’esito del suddetto esame passa da negativo a positivo e l’intervento non ha più controindicazioni. Il denaro non conta nel ragionamento che ho esposto e neanche le lobby farmaceutiche o di altro tipo. E’ un discorso che riguarda le cause e gli effetti dell’intervento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.